Ieri sera, come ogni anno qui in Spagna, era la vigilia di San Juan. Per chi non lo sapesse è la festa che unisce due delle manifestazioni più radicali della tamarraggine globale: capodanno e la spiaggia.
Immaginate l'ultima notte dell'anno, però con un caldo boia e la spiaggia a quattro passi. Ecco, ci siete vicini. Gli spagnoli (come da stereotipo) non festeggiano la fine dell'anno, ma l'arrivo dell'estate. Lo fanno con due giorni di ritardo, tutti in spiaggia, in costume, sparando petardi, sotto effetto di emmediemmea, ballando anomicamente in un chiringuito, fino alle sei del mattino (alle sei bisogna liberare la spiaggia, dicono gli altoparlanti, perchè vengono a pulirla). Fin qui niente di trascendentale, effettivamente - se non vogliamo considerare trascendentale la nostra ultima scoperta: lo spacciadore di mdma con i capelli di demomorselli e il cappello a forma di torta di compleanno, prontamente ribattezzato emmediemomorselli (che ovviamente come tutti i racconti da fattoni la mattina dopo non fa ridere...)
Torniamo sul pezzo. Il solstizio, come la fine dell'anno, è un rito pagano. Infatti, se noi a fine anno buttiamo la robba vecchia dalla finestra (calendari, vestiti, in qualche caso radicale anche tazze del cesso) gli spagnoli non sono da meno: organizzano pire colossali sulla spiaggia (in alcuni casi anche al centro della strada) e bruciano la robba invernale.
Ecco, ieri sera, per non essere da meno, mi sono liberato del peggiore incubo del mio inverno catalano. La mia tessera di CATSALUT (il modo che ha Dio per dirti che la tua vita è nelle sue mani, cito testualmente le parole di asha) è finita tra le fiamme della prima hoguera che abbiamo incontrato sulla spiaggia.
Con lei se ne sono andate in ordine sparso e senza alcun rimpianto:
quattro ore di attesa al pronto soccorso chirurgico di un sabato pomeriggio per farmi ricucire la gamba sinistra (i medici poverini erano a pranzo);
tre mesi di peregrinazione per farmi diagnosticare un'ernia del disco ("faccia sei mesi di piscina, torni e vediamo cosa è successo");
la gastroenterite di asha che poi due giorni dopo era appendicite e quindi s'è trasformata in peritonite (diciotto ore per fare una radiografia e le analisi del sangue quindi decidere di operare d'urgenza);
un'attesa di quattordici ore per sapere che la febbre di asha, no non era uno strascico dell'appendicite (anche in quel caso attesa infinita per un'ecografia e le analisi del sangue);
e soprattutto la dottoressa di base M****E S**O (dio le piaghi la vita di malattie incurabili a lei, i suoi familiari, i familiari dei familiari, dei familiari dei familiari eccetera) che mi ha risposto "se ha fretta può sempre rivolgersi ad un medico privato" dopo il secondo mese di attesa per vedere un traumatologo.
Questa invece me la tengo ben stretta, e spero che non sia bruciata tra le fiamme ieri notte: al primo che mi parla di come sono civili in Spagna, al primo che mi dice come sono moderni e come sono meglio di noi, in questo e quello, al primo, lo giuro, gli metto le mani in faccia.
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24.6.08
27.5.08
"la gente dello spettacolo ha veramente il cervello nel culo." (mia, oggi.)
"trailer" in inglese vuol dire letteralmente "rimorchio".
il trailer cinematografico quindi è quello che al cinema dovrebbe trascinartici.
dovresti dire "minchia sì, vado a vederlo quel film, è una figata, ho appena visto il trailer!"
e non "mi sa che non vado a vederlo, Sex and The City - The Movie. tanto ho già visto il trailer."
se qualcuno avesse ancora una remota intenzione di non essere bombardato da spoiler sul film sopra menzionato, e volesse andare a vederlo senza anticipazione alcuna sulla trama, non deve cliccare sul link.
per queste persone, faccio un esempio basandomi su un film universalmente noto, diciamo per esempio "il sesto senso".
ecco, un trailer stile quello linkato qua sopra, se fosse il trailer de "il sesto senso", comincerebbe con una grande sovrimpressione a tutto schermo, simile a questa:
"IL FANTASMA DI UNO PSICOLOGO MORTO"
chi non avesse voglia, invece, già da ora, di vedere il film, troverà nel trailer un praticissimo bignamino con cui riempire i buchi di conversazione con le amiche fan di carrie bradshaw quando, nelle prime settimane dopo la visione, le loro conversazioni verteranno principalmente sul film.
almeno mi sono risparmiata le 600 calorie del secchio di popcorn.
il trailer cinematografico quindi è quello che al cinema dovrebbe trascinartici.
dovresti dire "minchia sì, vado a vederlo quel film, è una figata, ho appena visto il trailer!"
e non "mi sa che non vado a vederlo, Sex and The City - The Movie. tanto ho già visto il trailer."
se qualcuno avesse ancora una remota intenzione di non essere bombardato da spoiler sul film sopra menzionato, e volesse andare a vederlo senza anticipazione alcuna sulla trama, non deve cliccare sul link.
per queste persone, faccio un esempio basandomi su un film universalmente noto, diciamo per esempio "il sesto senso".
ecco, un trailer stile quello linkato qua sopra, se fosse il trailer de "il sesto senso", comincerebbe con una grande sovrimpressione a tutto schermo, simile a questa:
"IL FANTASMA DI UNO PSICOLOGO MORTO"
chi non avesse voglia, invece, già da ora, di vedere il film, troverà nel trailer un praticissimo bignamino con cui riempire i buchi di conversazione con le amiche fan di carrie bradshaw quando, nelle prime settimane dopo la visione, le loro conversazioni verteranno principalmente sul film.
almeno mi sono risparmiata le 600 calorie del secchio di popcorn.
20.5.08
¡viva la creatividad!
l'ultimo annuncio spagnolo di telefonica ci dimostra che i creativi sanno ancora pensare con la loro testa, senza copiare, giammai, tantomeno da quei filmatini simpaticissimi che ogni tanto si trovano su youtube.
la prova qui.
l'ho visto ieri in onda e non ci potevo credere.
ma non è nemmeno la prima volta che capita.
a questo punto la domanda è: avranno fatto finta di avere avuto l'idea inhouse o avranno mostrato al cliente direttamente il video di youtube?
tanto al cliente gliene frega se una cosa è copiata? boh?
alle volte mi chiedo se youtube sia una grande risorsa o solo il trionfo della pigrizia, per quelli che semplicemente, quando devono avere un'idea, pensano "andiamo a vedere che c'è su youtube, va."
autostima bassa ma orgoglio altissimo: io non ci riuscirei, a fare una cosa del genere. piuttosto sudo sangue dalle orecchie, ma deve essere farina del mio sacco.
e non venitemi a giustificare la cosa con parole come "parodia, citazione, omaggio". perché qui il termine adatto è solo "fotocopia".
la prova qui.
l'ho visto ieri in onda e non ci potevo credere.
ma non è nemmeno la prima volta che capita.
a questo punto la domanda è: avranno fatto finta di avere avuto l'idea inhouse o avranno mostrato al cliente direttamente il video di youtube?
tanto al cliente gliene frega se una cosa è copiata? boh?
alle volte mi chiedo se youtube sia una grande risorsa o solo il trionfo della pigrizia, per quelli che semplicemente, quando devono avere un'idea, pensano "andiamo a vedere che c'è su youtube, va."
autostima bassa ma orgoglio altissimo: io non ci riuscirei, a fare una cosa del genere. piuttosto sudo sangue dalle orecchie, ma deve essere farina del mio sacco.
e non venitemi a giustificare la cosa con parole come "parodia, citazione, omaggio". perché qui il termine adatto è solo "fotocopia".
etichetta:
polemica,
portami alla pagina dei gattini,
reclame,
sparagiudizi,
vivazapatero
19.5.08
kurt perdonali perché non sanno quello che fanno
cobain, sai che scrivo il tuo nome poco, e che la maggior parte delle volte è accanto al nome di tua moglie, seguito da improperi.
perché a te non ti voglio disturbare (lo so che "a te ti" è un errore, ma mi si permetta la licenza poetica che rafforza il concetto, suvvia.), perché tu per me sei un'icona sacra e intoccabile.
ma oggi purtroppo mi tocca, perché devo avvertirti, e mi spiace, che ti rivolterai nella tomba.
nel serale di domani sera di operación triunfo, canteranno "smells like teen spirit" questi due: reke e manu, quest'ultimo nel 1991 VEDEVA LA LUCE.*
temo e tremo per quello che faranno, già dalle facce anche tu intuirai che non potranno far altro che massacrare la tua canzone e la tua memoria, ma voglio che tu sappia che tra il pubblico a casa di operación triunfo, almeno una persona che bestemmia ferocemente contro questo scempio ci sarà: io.
seguirà video, se qualcuno ha il fegato di metterlo su youtube.
(ma non potevate continuarli a fare cantare ricky martin e corrispettivi iberici di ramazzotti? no?)
in fede,
tua per sempre fan,
asha.
poscritto: lo so che tu personalmente non avresti mai approvato l'edizione speciale delle converse in tuo nome, e per questo le boicotterò con tutti i mezzi a mia disposizione. tuttavia, ti confesso che trovo più opportuno lo sciacallaggio della tua immagine da parte di converse che di dr. martens.
sempre in fede.
*lungi da me pavoneggiarmi come una fan della prima ora, eh, signor cobain. nel 91 andavo per i 12 anni e sinceramente non avevo nemmeno nessuno che potesse farmelo ascoltare, il tuo disco. mi sono ripresa nel 1994, dopo la tua inaspettata dipartita, ma il mio essere fan postuma è un destino, sono nata nella congiuntura temporale sbagliata.
lo ammetto, ho provato a rifarmi coi pearl jam, cogliendo l'occasione per seguire una band ancora in esercizio finché ero in tempo, ma non ha mai funzionato come mi aspettavo...
perché a te non ti voglio disturbare (lo so che "a te ti" è un errore, ma mi si permetta la licenza poetica che rafforza il concetto, suvvia.), perché tu per me sei un'icona sacra e intoccabile.
ma oggi purtroppo mi tocca, perché devo avvertirti, e mi spiace, che ti rivolterai nella tomba.
nel serale di domani sera di operación triunfo, canteranno "smells like teen spirit" questi due: reke e manu, quest'ultimo nel 1991 VEDEVA LA LUCE.*
temo e tremo per quello che faranno, già dalle facce anche tu intuirai che non potranno far altro che massacrare la tua canzone e la tua memoria, ma voglio che tu sappia che tra il pubblico a casa di operación triunfo, almeno una persona che bestemmia ferocemente contro questo scempio ci sarà: io.
seguirà video, se qualcuno ha il fegato di metterlo su youtube.
(ma non potevate continuarli a fare cantare ricky martin e corrispettivi iberici di ramazzotti? no?)
in fede,
tua per sempre fan,
asha.
poscritto: lo so che tu personalmente non avresti mai approvato l'edizione speciale delle converse in tuo nome, e per questo le boicotterò con tutti i mezzi a mia disposizione. tuttavia, ti confesso che trovo più opportuno lo sciacallaggio della tua immagine da parte di converse che di dr. martens.
sempre in fede.
*lungi da me pavoneggiarmi come una fan della prima ora, eh, signor cobain. nel 91 andavo per i 12 anni e sinceramente non avevo nemmeno nessuno che potesse farmelo ascoltare, il tuo disco. mi sono ripresa nel 1994, dopo la tua inaspettata dipartita, ma il mio essere fan postuma è un destino, sono nata nella congiuntura temporale sbagliata.
lo ammetto, ho provato a rifarmi coi pearl jam, cogliendo l'occasione per seguire una band ancora in esercizio finché ero in tempo, ma non ha mai funzionato come mi aspettavo...
13.3.08
il problema è che i milionari siete pochi e le single precarie molte di più
"contro la precarietà? sposare mio figlio. o un milionario."
un altro grande classico dell'umorismo della sfera pubblica rappresentativa, secondo solo a "il popolo ha fame? dategli delle brioche".
fonte
se berlusconi, e suo figlio, non rappresentassero davvero, e purtroppo, delle figure aspirazionali e desiderabili, in italia, forse qualcuno adesso gli starebbe già staccando la testa in piazza, con una ghigliottina.
ma in un paese dove la gente scende in piazza a manifestare per i diritti di corona, è difficile.
un altro grande classico dell'umorismo della sfera pubblica rappresentativa, secondo solo a "il popolo ha fame? dategli delle brioche".
fonte
se berlusconi, e suo figlio, non rappresentassero davvero, e purtroppo, delle figure aspirazionali e desiderabili, in italia, forse qualcuno adesso gli starebbe già staccando la testa in piazza, con una ghigliottina.
ma in un paese dove la gente scende in piazza a manifestare per i diritti di corona, è difficile.
28.2.08
pensavi non ce ne saremmo accorti
e invece sí.
non è che il sito in sé sia basato su un'idea originale (e come avrebbe potuto essere originale l'idea di occuparsi di scovare le idee non originali? he he he, che arguzia luciferina posseggo!), ma il solo nome, e il fatto che si occupi di magagne a tutto campo, e non solo in pubblicità, me lo fa istintivamente stare simpatico.
eppoi parla male di marc jacobs, che secondo me è la bufala creativa del nuovo millennio, oltre che lo stupratore del marchio vuitton* e il creatore di alcune delle borse più brutte, inutili e offensive degli ultimi tempi. (per non parlare della scarpa al contrario, una beffa della natura. forse nessuno ha reso noto a marc - o forse sí, ma in rehab se l'è scordato - che, come diceva coco chanel, se con un vestito non ci puoi andare in giro per strada, non è un vestito, è un travestimento, e questo vale ovviamente anche per gli accessori)
sí, questa settimana sono arbitraria & molesta. ma amici, la vita è arbitraria e molesta. la morte, poi, manco a dirlo.
(e di buon umore, aggiungerei)
*non che vuitton di suo sia un marchio aspirazionalissimo, ultimamente.
non è che il sito in sé sia basato su un'idea originale (e come avrebbe potuto essere originale l'idea di occuparsi di scovare le idee non originali? he he he, che arguzia luciferina posseggo!), ma il solo nome, e il fatto che si occupi di magagne a tutto campo, e non solo in pubblicità, me lo fa istintivamente stare simpatico.
eppoi parla male di marc jacobs, che secondo me è la bufala creativa del nuovo millennio, oltre che lo stupratore del marchio vuitton* e il creatore di alcune delle borse più brutte, inutili e offensive degli ultimi tempi. (per non parlare della scarpa al contrario, una beffa della natura. forse nessuno ha reso noto a marc - o forse sí, ma in rehab se l'è scordato - che, come diceva coco chanel, se con un vestito non ci puoi andare in giro per strada, non è un vestito, è un travestimento, e questo vale ovviamente anche per gli accessori)
sí, questa settimana sono arbitraria & molesta. ma amici, la vita è arbitraria e molesta. la morte, poi, manco a dirlo.
(e di buon umore, aggiungerei)
*non che vuitton di suo sia un marchio aspirazionalissimo, ultimamente.
etichetta:
non sono per niente,
polemica,
sparagiudizi,
tra piccole iene
20.1.08
l'autarchia è sempre stata abbastanza cacofonica
20.11.07
milano, benvenuta online.
"e tipo in questo caso la cosa di facebook è un riassunto perfetto di quella che è la personalità di milano, che arriva sempre anni dopo sulle cose e poi le spinge come supercool e tutti ne parlano e si sentono fichissimi e avanti.
qui si fa così in tutto, è proprio la mentalità."
(l.)
milano, la maggioranza di milano, città della comunicazione e dell'avanguardia in italia, si è accorta di internet. dei blog. e del social networking.
per celebrare la lungimiranza e l'up to date, chiudiamo per sempre il nostro account facebook: due giorni di esperienza su questa (ridicola) piattaforma sono stati sufficienti.
in fede, neal+asha.
qui si fa così in tutto, è proprio la mentalità."
(l.)
milano, la maggioranza di milano, città della comunicazione e dell'avanguardia in italia, si è accorta di internet. dei blog. e del social networking.
per celebrare la lungimiranza e l'up to date, chiudiamo per sempre il nostro account facebook: due giorni di esperienza su questa (ridicola) piattaforma sono stati sufficienti.
in fede, neal+asha.
23.10.07
in breve
ringraziamo sentitamente roberto saviano per aver trasformato il reportage di denuncia sulla camorra in un genere letterario.
un genere letterario di moda.
come privare un argomento di qualsiasi valore reale e convertirlo in un esercizio di stile.
grazie.
uno dei tanti esempi che illustrano il fenomeno
un genere letterario di moda.
come privare un argomento di qualsiasi valore reale e convertirlo in un esercizio di stile.
grazie.
uno dei tanti esempi che illustrano il fenomeno
27.9.07
so nineties
la campagna per la casa di moda Nolita è l'ennesimo fulgido esempio della comunicazione avanguardistica italiana.
il Polemico Fotografo(TM), ormai evidentemente più preoccupato di fare campagne che facciano discutere piuttosto che campagne che facciano pensare, ha fatto l'ennesima novantata di cattivo gusto.
Una campagna vecchia di dieci-quindici anni, sciacalla in tutto il suo splendore, e sfruttatrice, ancora una volta, del corpo femminile. This time, con una offesa in più: il corpo femminile malato.
ovviamente, come se nessuno sapesse niente, vero, delle azioni dei gruppi di subvertising degli anni 90, chiamate "feed the models".
no, eh, un punto di vista originale, complimenti.
Tuttavia, ciò che veramente mi fa orrore non sono le ragazze anoressiche - numerose - che hanno dichiarato alla stampa di vari paesi di sentirsi offese e traumatizzate da questa campagna.
Quello che trovo veramente osceno è che si vocifera che Nolita, la marca di moda, non faccia capi oltre la taglia 44.
posso essere volgare?
MI SONO ROTTA IL CAZZO della pubblicità creativa che non se ne fotte niente del prodotto di cui sta parlando.
MI SONO ROTTA IL CAZZO dei pubblicitari che credono di essere artisti. LA PUBBLICITÀ NON È ARTE, E QUANDO LO È, È PERCHÉ STA FACENDO IL SUO LAVORO COI CONTROCAZZI. vedi: real beauty. vedi: reassuringly expensive. vedi: good things come to those who wait. vedi: hans brinker. vedi: the economist. vedi: tango. eccetera.
IL SUDDETTO LAVORO È VENDERE MERCE, cazzo. VENDERE MERCE, QUALE CHE SIA LA MERCE- SIANO IDEE, MERENDINE, VESTITI.
ma se tu, pubblicitario, stai occupando spazio e aumentando l'entropia- e possibilmente, occupandomi neuroni - con mere RAPPRESENTAZIONI DEL TUO EGO VECCHIO DI QUINDICI ANNI, allora per piacere,
lasciami in pace.
stai zitto.
levati dai coglioni.
e per piacere, fai spazio ai giovani.
alla gente nel cui cervello non sono ancora cresciute le ragnatele.
alla gente che non è ancora rovinata dalla cocaina, dalle mignotte, dai soldi (quest'ultimo molto difficile, visto che in Italia il 70% dei soldi dedicati agli stipendi di tutti i tipi di imprese è destinato a persone che hanno smesso di essere utili negli anni '80.)
il Polemico Fotografo(TM), ormai evidentemente più preoccupato di fare campagne che facciano discutere piuttosto che campagne che facciano pensare, ha fatto l'ennesima novantata di cattivo gusto.
Una campagna vecchia di dieci-quindici anni, sciacalla in tutto il suo splendore, e sfruttatrice, ancora una volta, del corpo femminile. This time, con una offesa in più: il corpo femminile malato.
ovviamente, come se nessuno sapesse niente, vero, delle azioni dei gruppi di subvertising degli anni 90, chiamate "feed the models".
no, eh, un punto di vista originale, complimenti.
Tuttavia, ciò che veramente mi fa orrore non sono le ragazze anoressiche - numerose - che hanno dichiarato alla stampa di vari paesi di sentirsi offese e traumatizzate da questa campagna.
Quello che trovo veramente osceno è che si vocifera che Nolita, la marca di moda, non faccia capi oltre la taglia 44.
posso essere volgare?
MI SONO ROTTA IL CAZZO della pubblicità creativa che non se ne fotte niente del prodotto di cui sta parlando.
MI SONO ROTTA IL CAZZO dei pubblicitari che credono di essere artisti. LA PUBBLICITÀ NON È ARTE, E QUANDO LO È, È PERCHÉ STA FACENDO IL SUO LAVORO COI CONTROCAZZI. vedi: real beauty. vedi: reassuringly expensive. vedi: good things come to those who wait. vedi: hans brinker. vedi: the economist. vedi: tango. eccetera.
IL SUDDETTO LAVORO È VENDERE MERCE, cazzo. VENDERE MERCE, QUALE CHE SIA LA MERCE- SIANO IDEE, MERENDINE, VESTITI.
ma se tu, pubblicitario, stai occupando spazio e aumentando l'entropia- e possibilmente, occupandomi neuroni - con mere RAPPRESENTAZIONI DEL TUO EGO VECCHIO DI QUINDICI ANNI, allora per piacere,
lasciami in pace.
stai zitto.
levati dai coglioni.
e per piacere, fai spazio ai giovani.
alla gente nel cui cervello non sono ancora cresciute le ragnatele.
alla gente che non è ancora rovinata dalla cocaina, dalle mignotte, dai soldi (quest'ultimo molto difficile, visto che in Italia il 70% dei soldi dedicati agli stipendi di tutti i tipi di imprese è destinato a persone che hanno smesso di essere utili negli anni '80.)
13.7.07
"chi si abitua a tutto tanto vale che muoia." (t. capote, nelle parole di holly golightly)
ci sono cose a cui non mi abituerò mai.
l'incompetenza.
e la convinzione arrogante di certe persone di essere i proprietari del tuo tempo.
l'incompetenza.
e la convinzione arrogante di certe persone di essere i proprietari del tuo tempo.
1.6.07
abbiamo fatto trenta, facciamo trentuno
Ho visto
la gente della mia età in agenzia
pensando strade che non portano mai a niente
cercare il sogno che conduce alla shortlist
nella ricerca di qualcosa che non trovano
nel book che hanno già
dentro le notti che diventano nottate
dentro le stanze di un ufficio ormai svuotato
dentro le nuvole di fumo
o nei cartoni della pizza
essere cool od ignorare
archive, shots e adsoftheworld
Bill Bernbach è morto
In ogni annuncio finto, Bill è morto
E nelle idee copiate, Bill è morto
Nei miti del leone, Bill è morto.
M'han detto
che questa mia generazione ormai non crede
in quegli annunci dove il visual non si vede
nei miti eterni del concetto e dell’idea
perché è venuto ormai il momento di copiare
tutto ciò che esce a Cannes
le stampe fatte a photoshop e gettyimages
una pubblicità che è solo fare scena
il creativismo che è basato
in un’idea fatta di vuoto
l'ipocrisia di chi sta sempre
col visual e mai col copy.
E Bill è morto
Nelle sale riunioni, Bill è morto
nel mito dell’archive, Bill è morto
coi nostri rubamatic, Bill è morto.
Ma penso
che questa mia generazione è preparata
a un mondo nuovo e a una speranza appena nata,
ad un futuro che ha già in mano,
a una rivolta dei portfoli,
perché noi tutti ormai sappiamo
che se Bill muore è per vent’anni
e poi risorge,
nei radio di Bud Light Bill è risorto,
nelle headline dell’ Economist è risorto,
nella campagna Dove Bill è risorto...
(ho affermato il mio talento di songwriter, ora posso concentrarmi nei post progettati per oggi. grazie. potete ascoltare la joan baez dell'advertising alla cerveceria pelayo ogni sabato sera.)
la gente della mia età in agenzia
pensando strade che non portano mai a niente
cercare il sogno che conduce alla shortlist
nella ricerca di qualcosa che non trovano
nel book che hanno già
dentro le notti che diventano nottate
dentro le stanze di un ufficio ormai svuotato
dentro le nuvole di fumo
o nei cartoni della pizza
essere cool od ignorare
archive, shots e adsoftheworld
Bill Bernbach è morto
In ogni annuncio finto, Bill è morto
E nelle idee copiate, Bill è morto
Nei miti del leone, Bill è morto.
M'han detto
che questa mia generazione ormai non crede
in quegli annunci dove il visual non si vede
nei miti eterni del concetto e dell’idea
perché è venuto ormai il momento di copiare
tutto ciò che esce a Cannes
le stampe fatte a photoshop e gettyimages
una pubblicità che è solo fare scena
il creativismo che è basato
in un’idea fatta di vuoto
l'ipocrisia di chi sta sempre
col visual e mai col copy.
E Bill è morto
Nelle sale riunioni, Bill è morto
nel mito dell’archive, Bill è morto
coi nostri rubamatic, Bill è morto.
Ma penso
che questa mia generazione è preparata
a un mondo nuovo e a una speranza appena nata,
ad un futuro che ha già in mano,
a una rivolta dei portfoli,
perché noi tutti ormai sappiamo
che se Bill muore è per vent’anni
e poi risorge,
nei radio di Bud Light Bill è risorto,
nelle headline dell’ Economist è risorto,
nella campagna Dove Bill è risorto...
(ho affermato il mio talento di songwriter, ora posso concentrarmi nei post progettati per oggi. grazie. potete ascoltare la joan baez dell'advertising alla cerveceria pelayo ogni sabato sera.)
29.5.07
bill bernbach è morto
nelle banche immagine bernbach è morto/
in tutti i rubamatic bernbach è morto/
nei briefing scritti male bernbach è morto/
e poi nei photoshopping bernbach è mortoooo
in tutti i rubamatic bernbach è morto/
nei briefing scritti male bernbach è morto/
e poi nei photoshopping bernbach è mortoooo
etichetta:
donna in carriera,
polemica,
reclame,
sparagiudizi,
the fabulous life
24.5.07
la rabbia e la rabbia.
quando ho visto per la prima volta questa campagna, mi sono incazzata.
incazzata perché è facile chiedere i diritti ad un morto.
perché è facile fare una campagna -oh, che figa!- usando testimonial cosí.
perché ho la sensazione che rispettare gli artisti in questione non sia incluso nel pensare/ immaginare un annuncio del genere. (i soggetti sono molti. includono tra loro anche sid vicious e joey ramone.)
e perché non vedo l'ironia. vedo solo speculazione creativa* della peggior specie, e cattivo gusto.
p.l., quando ne parlammo, due settimane-tre forse-fa, mi disse che secondo lui dovevo rifletterci un attimo, che magari le persone che l'hanno fatto uscire, questo annuncio, amano come me i testimonial.
gli risposi che ci dovevo pensare.
oggi ci ho pensato, e ho deciso che non è cosí.
che è puro opportunismo, e ignoranza. e sciacallaggio.
che mi fa ancora più schifo questa campagna, e questo soggetto in particolare, perché a prenderci i soldi è quella tinta siliconata lipsuzionata madre snaturata della vedova cobain, che qui nemmeno nominiamo.
che sicuramente ha incassato i soldi senza nemmeno pensare che suo marito
buonanima.
poraccio.
probabilmente nemmeno li ha mai indossati i docmartens, e anzi, nella maggior parte di foto che ricordo - compresa una dell'aprile 94, in cui era coperto da un lenzuolo, indossava converse.
(non all star. nere. suede. stellina bianca sul lato.)
(e cigar box on the floor.)
quindi, ai creativi della saatchi, dico "stronzi. oltre che sciacalli siete pure ignoranti."
alle volte preferisco il lidl sul serio.
non volevo scrivere questo post, non mi piace commentare le campagne, non mi piace parlare di pubblicità, e mi ero quasi dimenticata l'argomento, però oggi m'è cascato sotto agli occhi questo articolo e ho pensato che dovevo scrivere qualcosa a riguardo.
*definizione di "speculazione creativa": uso ingiustificato (o anche fuoriluogo, gratuito, immorale etc etc etc) di un visual, con il solo scopo di uscire su archive, adsoftheworld, o conseguire un posto qualsiasi in una shortlist qualsiasi.
incazzata perché è facile chiedere i diritti ad un morto.
perché è facile fare una campagna -oh, che figa!- usando testimonial cosí.
perché ho la sensazione che rispettare gli artisti in questione non sia incluso nel pensare/ immaginare un annuncio del genere. (i soggetti sono molti. includono tra loro anche sid vicious e joey ramone.)
e perché non vedo l'ironia. vedo solo speculazione creativa* della peggior specie, e cattivo gusto.
p.l., quando ne parlammo, due settimane-tre forse-fa, mi disse che secondo lui dovevo rifletterci un attimo, che magari le persone che l'hanno fatto uscire, questo annuncio, amano come me i testimonial.
gli risposi che ci dovevo pensare.
oggi ci ho pensato, e ho deciso che non è cosí.
che è puro opportunismo, e ignoranza. e sciacallaggio.
che mi fa ancora più schifo questa campagna, e questo soggetto in particolare, perché a prenderci i soldi è quella tinta siliconata lipsuzionata madre snaturata della vedova cobain, che qui nemmeno nominiamo.
che sicuramente ha incassato i soldi senza nemmeno pensare che suo marito
buonanima.
poraccio.
probabilmente nemmeno li ha mai indossati i docmartens, e anzi, nella maggior parte di foto che ricordo - compresa una dell'aprile 94, in cui era coperto da un lenzuolo, indossava converse.
(non all star. nere. suede. stellina bianca sul lato.)
(e cigar box on the floor.)
quindi, ai creativi della saatchi, dico "stronzi. oltre che sciacalli siete pure ignoranti."
alle volte preferisco il lidl sul serio.
non volevo scrivere questo post, non mi piace commentare le campagne, non mi piace parlare di pubblicità, e mi ero quasi dimenticata l'argomento, però oggi m'è cascato sotto agli occhi questo articolo e ho pensato che dovevo scrivere qualcosa a riguardo.
*definizione di "speculazione creativa": uso ingiustificato (o anche fuoriluogo, gratuito, immorale etc etc etc) di un visual, con il solo scopo di uscire su archive, adsoftheworld, o conseguire un posto qualsiasi in una shortlist qualsiasi.
28.3.07
che bello essere italiana all'estero!!!!!!!!!!!!!!!!!!*
non so che scegliere tra:
"tuo cugino berlusconi", "ridi paliacci", e la gente che mi parla imitando don vito corleone.
era meglio la carrà.
*l'abuso di punti esclamativi è voluto.
"tuo cugino berlusconi", "ridi paliacci", e la gente che mi parla imitando don vito corleone.
era meglio la carrà.
*l'abuso di punti esclamativi è voluto.
9.3.07
il solito giornalismo d'investigazione competente e di qualità
repubblica ha scoperto adsoftheworld.*
altrimenti non si spiega l'inspiegabile inutilità (e incompetenza, ovviamente) di questo "speciale".
*benarrivati.
altrimenti non si spiega l'inspiegabile inutilità (e incompetenza, ovviamente) di questo "speciale".
*benarrivati.
2.3.07
Non farermo polemica con Oliviero Toscani
Spettabile Amministrazione della Regione Calabria,
(o come diavolo si chiama)
Le scrivo questa indignata missiva, principalmente per due ragioni.
Una di ordine puramente etico e l'altra di ordine etico professionale.
Comincerò con la seconda.
Suppongo che i Vostri Uffici, oltre a stimati rappresentanti politici si avvalgano di competenze a livello professionale. Mi spigego meglio. Siccome non necessariamente un buon amministratore pubblico è un buon comunicatore, immagino che Vi affidiate a collaboratori altamente qualificati per prendere decisioni in materia di Comunicazione Pubblica.
Dando per certa questa condizione, mi pongo alcune domande.
a) se la comunicazione, in quanto tale, deve esprimere qualcosa (una posizione, un'esigenza, la risposta ad un'esigenza, un'immagine, eccetera), cosa intendevate comunicare con la vostra ultima campagna? in parole povere: a chi parlavate e cosa volevate dirgli?
b) la comunicazione, sotto certi aspetti, è una pratica estetica. sorvoleró gli aspetti estetici della vostra comunicazione e mi soffermeró sull'aspetto pratico. sulla prassi. è un fatto che la comunicazione per essere effettiva, deve essere interessante. o, meglio detto, attrattiva. in parole povere deve farsi vedere. cosa succede di interessante nella vostra pubblicitá?
c) la comunicazione, per essere comprensibile deve essere coerente. ossia (e saró pedagogico) attraverso lo scontro tra parole e immagini deve creare un significato nuovo. cosa significa la vostra pubblicitá? quale messaggio state lanciando allo spettatore?
su questo mi soffermeró un po' di più.
vediamo un gruppo di giovani, cinque e vestiti di bianco, sono ragazzi normali.
il titolo ci dice I PEGGIORI?, SÌ SIAMO CALABRESI.
e fin qui ci siamo (piú o meno). anche se in modo poco chiaro state cercando di dire LA CALABRIA NON È UN LUOGO COMUNE.
quello che mi lascia perplesso è la chiusura della campagna.
prima di tutto usate un luogo comune. GLI ULTIMI SARANNO I PRIMI. (prima incoerenza)
secondo state dicendo che siete ULTIMI (seconda incoerenza). ma in che senso?
siete l'ultima parte dello stivale (luogo comune e per di piú non vero)?
siete poveri? (luogo comune e per di piú offensivo)
siete arretrati? (luogo comune altrettanto offensivo)
potrei continuare, ma credo di essermi spiegato.
veniamo al motivo di ordine etico.
mi risulta che questa comunicazione sia stata ideata da Oliviero Toscani.
delle cui capacità professionali non intendo discutere.
quello che mi interessa è sapere se e quanto sia stato pagato.
se ha lavorato gratis, Vi assicuro che ci sono creativi giovani e meno giovani (ma più giovani di lui) in Calabria e nel resto d'Italia, che lavorando gratis otterrebbero risultati più seri. e soprattutto farebbero esperienza (cosa che nel nostro paese non guasta, e in Calabria guasta meno).
se è stato pagato, con i soldi dei cittadini calabresi, beh... la prossima volta con un terzo del suo compenso sono sicuro di poter fare un lavoro tre volte migliore.
grazie e a presto,
nealcass[@]gmail.com
(o come diavolo si chiama)
Le scrivo questa indignata missiva, principalmente per due ragioni.
Una di ordine puramente etico e l'altra di ordine etico professionale.
Comincerò con la seconda.
Suppongo che i Vostri Uffici, oltre a stimati rappresentanti politici si avvalgano di competenze a livello professionale. Mi spigego meglio. Siccome non necessariamente un buon amministratore pubblico è un buon comunicatore, immagino che Vi affidiate a collaboratori altamente qualificati per prendere decisioni in materia di Comunicazione Pubblica.
Dando per certa questa condizione, mi pongo alcune domande.
a) se la comunicazione, in quanto tale, deve esprimere qualcosa (una posizione, un'esigenza, la risposta ad un'esigenza, un'immagine, eccetera), cosa intendevate comunicare con la vostra ultima campagna? in parole povere: a chi parlavate e cosa volevate dirgli?
b) la comunicazione, sotto certi aspetti, è una pratica estetica. sorvoleró gli aspetti estetici della vostra comunicazione e mi soffermeró sull'aspetto pratico. sulla prassi. è un fatto che la comunicazione per essere effettiva, deve essere interessante. o, meglio detto, attrattiva. in parole povere deve farsi vedere. cosa succede di interessante nella vostra pubblicitá?
c) la comunicazione, per essere comprensibile deve essere coerente. ossia (e saró pedagogico) attraverso lo scontro tra parole e immagini deve creare un significato nuovo. cosa significa la vostra pubblicitá? quale messaggio state lanciando allo spettatore?
su questo mi soffermeró un po' di più.
vediamo un gruppo di giovani, cinque e vestiti di bianco, sono ragazzi normali.
il titolo ci dice I PEGGIORI?, SÌ SIAMO CALABRESI.
e fin qui ci siamo (piú o meno). anche se in modo poco chiaro state cercando di dire LA CALABRIA NON È UN LUOGO COMUNE.
quello che mi lascia perplesso è la chiusura della campagna.
prima di tutto usate un luogo comune. GLI ULTIMI SARANNO I PRIMI. (prima incoerenza)
secondo state dicendo che siete ULTIMI (seconda incoerenza). ma in che senso?
siete l'ultima parte dello stivale (luogo comune e per di piú non vero)?
siete poveri? (luogo comune e per di piú offensivo)
siete arretrati? (luogo comune altrettanto offensivo)
potrei continuare, ma credo di essermi spiegato.
veniamo al motivo di ordine etico.
mi risulta che questa comunicazione sia stata ideata da Oliviero Toscani.
delle cui capacità professionali non intendo discutere.
quello che mi interessa è sapere se e quanto sia stato pagato.
se ha lavorato gratis, Vi assicuro che ci sono creativi giovani e meno giovani (ma più giovani di lui) in Calabria e nel resto d'Italia, che lavorando gratis otterrebbero risultati più seri. e soprattutto farebbero esperienza (cosa che nel nostro paese non guasta, e in Calabria guasta meno).
se è stato pagato, con i soldi dei cittadini calabresi, beh... la prossima volta con un terzo del suo compenso sono sicuro di poter fare un lavoro tre volte migliore.
grazie e a presto,
nealcass[@]gmail.com
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