1.6.07

abbiamo fatto trenta, facciamo trentuno

Ho visto
la gente della mia età in agenzia
pensando strade che non portano mai a niente
cercare il sogno che conduce alla shortlist
nella ricerca di qualcosa che non trovano
nel book che hanno già
dentro le notti che diventano nottate
dentro le stanze di un ufficio ormai svuotato
dentro le nuvole di fumo
o nei cartoni della pizza
essere cool od ignorare
archive, shots e adsoftheworld

Bill Bernbach è morto
In ogni annuncio finto, Bill è morto
E nelle idee copiate, Bill è morto
Nei miti del leone, Bill è morto.

M'han detto
che questa mia generazione ormai non crede
in quegli annunci dove il visual non si vede
nei miti eterni del concetto e dell’idea
perché è venuto ormai il momento di copiare
tutto ciò che esce a Cannes
le stampe fatte a photoshop e gettyimages
una pubblicità che è solo fare scena
il creativismo che è basato
in un’idea fatta di vuoto
l'ipocrisia di chi sta sempre
col visual e mai col copy.

E Bill è morto
Nelle sale riunioni, Bill è morto
nel mito dell’archive, Bill è morto
coi nostri rubamatic, Bill è morto.

Ma penso
che questa mia generazione è preparata
a un mondo nuovo e a una speranza appena nata,
ad un futuro che ha già in mano,
a una rivolta dei portfoli,
perché noi tutti ormai sappiamo
che se Bill muore è per vent’anni
e poi risorge,
nei radio di Bud Light Bill è risorto,
nelle headline dell’ Economist è risorto,
nella campagna Dove Bill è risorto...

(ho affermato il mio talento di songwriter, ora posso concentrarmi nei post progettati per oggi. grazie. potete ascoltare la joan baez dell'advertising alla cerveceria pelayo ogni sabato sera.)

2 commenti:

Leetah ha detto...

Sarà il mio inno, da oggi in poi.
È semplicemente perfetto.

Bill, perdonaci, perché abbiamo peccato.

ella ha detto...

grazie leetah, sei veramente gentile, ma è lungi dall'essere perfetto, e lo so benissimo. poteva essere più brillante e più in rima, rispettando più di come lo fa ora la struttura originale. ma io sono pigra.

ciò non mi impedisce, comunque, di apprezzare enormemente ciò che mi dici, e di sentirmi ugualmente orgogliosa :)

bill, perdonaci. è colpa nostra.