13.9.04

in febbre veritas

io:"oddio, mi gira la testa da due giorni. chissà come mai."
il vicino di banco:"dormi un cazzo, mangi da cazzo, sei stressata perenne, perennemente in ansia. dopo un anno di vita così, mi sembra il minimo."
io:"..."

(quanto sopra è stato testimoniato come vero dal fatto che ho la febbre, l'ho capito oggi, e ieri invece di misurarmi la temperatura, come tutte le persone normali, ho lanciato l'allarme sicura malattia terminale.)

eniuei:
Pensare mi rende pazzo e l'essere pazzo mi fa pensare, mi fa pensare che per pensare bisogna essere pazzi. Quando penso, sono prigioniero di me stesso e sono costretto dal mio povero connettere elementare, elementare il mio misero camminare. So che non si può vivere se non si sa decidere su ciò che ci capita in certi casi ciclici. Restare in equilibrio mi rende pazzo e mi fa pensare, mi fa pensare che senza l'obbligo dell'equilibrio il pazzo non cade mai. Sono stanco di avere mani e piedi legati al cervello, dal cervello vorrei sganciarmi e penetrare tutte le menti del mondo. So che non si può vivere se non si sa decidere su ciò che ci capita in certi casi ciclici. Voglio trascinarmi con la testa pesante sotto gli scarponi e uscire volentieri dal mio cervello stretto, e poi cadere malamente con il muso a terra senza farmi male, senza farmi male, senza pensare male e non farmi male senza pensare. So che non si può vivere se non si sa decidere su ciò che ci capita in certi casi ciclici.
(max gazzè)

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